“Unict orienta”: storie, scelte e sogni dietro la maglietta blu

Dal racconto degli studenti agli stand alle parole dei docenti: al Salone dell’Orientamento 2026 l’università si vive in prima persona, tra consigli, esperienze e nuove consapevolezze

Martina Giuffrida, Grace Musumeci, Sofia Sorrentino e Stefano Camilli
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento
Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento

Unict orienta non è solo una scritta stampata su una maglietta blu. È uno slogan che diventa identità, esperienza condivisa, ponte tra chi l’università l’ha già scelta e chi sta per farlo. È il segno distintivo di studenti e studentesse che, da ex matricole, oggi raccontano il proprio percorso con entusiasmo, trasformandosi in guide per migliaia di giovani in cerca di futuro.

Il Salone dell’Orientamento 2026, realizzato nell’ambito del progetto OUI, ovunque da qui — finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi dell’Unione europea (NextGenerationEU, Pnrr) — si conferma l’appuntamento annuale dedicato all’orientamento, sia pre che post laurea. Con circa 26mila studenti e studentesse attesi nelle quattro giornate, tutti accomunati da un obiettivo: compiere una scelta universitaria più consapevole.

Da quest’anno, inoltre, l’offerta si amplia: non solo diplomandi e futuri iscritti, ma anche studenti universitari, laureandi e laureati possono trovare informazioni, strumenti e nuove prospettive per il proprio percorso.

E così tra stand, racconti e confronti diretti, il Salone dell’Orientamento si conferma molto più di un evento informativo: è uno spazio di incontro autentico, dove esperienze personali diventano strumenti di scelta.

E quella scritta, “Unict orienta”, resta il simbolo di tutto questo: un invito, una guida, ma soprattutto una promessa di futuro.

Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento

Studentesse universitarie impegnate nell'orientamento

Le voci degli studenti: tra esperienza, dubbi e passione

Agli stand del Salone dell’Orientamento, l’università prende forma attraverso le parole di chi la vive ogni giorno. Non semplici informazioni, ma esperienze personali, consigli sinceri e incoraggiamenti concreti.

Tra questi, Antonio Insinga e Marco Agatí, entrambi studenti di Medicina e Chirurgia, accolgono i visitatori con entusiasmo e senso di responsabilità. Provenienti rispettivamente dal Liceo scientifico di Paternò e dal Liceo classico di Licata, oggi si trovano dall’altra parte del percorso: non più indecisi, ma pronti a guidare altri studenti.

Antonio sottolinea quanto sia importante «la motivazione». Per lui, scegliere Medicina significa prima di tutto avere «una forte vocazione all’aiuto degli altri». Racconta senza nascondere le difficoltà, ma le ridimensiona con un messaggio chiaro: «Con disciplina e forza di volontà, ogni ostacolo può essere superato». 

Marco, invece, si concentra su uno dei temi più discussi, il semestre filtro, invitando gli studenti «a non lasciarsi spaventare dalle voci e dai pregiudizi». La sua testimonianza è concreta: «Sono arrivato dal liceo classico senza basi scientifiche solide, eppure sono riuscito a costruire il mio percorso».

Antonio Insinga e Marco Agatí

Antonio Insinga e Marco Agatí

Un approccio diverso, ma ugualmente coinvolgente, è quello di Leandro Pizzardi e Paola Cammarata, studenti del corso di laurea in Scienze e lingue per la comunicazione. Per loro «l’orientamento è ormai una vera e propria missione». Da anni presenti al Salone, vivono questa esperienza «come parte integrante del loro percorso universitario».

Leandro racconta con entusiasmo il suo corso di studi, che definisce «la scelta migliore possibile». Non si limita a descrivere materie e organizzazione, ma trasmette «soddisfazione e senso di appartenenza», estendendo «il suo giudizio positivo all’intero dipartimento». Paola condivide lo stesso entusiasmo: «Il mio percorso universitario non solo mi soddisfa, ma rispecchia perfettamente le mie aspirazioni future». 

Entrambi insistono sull’importanza di fornire informazioni pratiche agli studenti: modalità di accesso, opportunità di tirocinio, prospettive lavorative. Il loro obiettivo è chiaro: «Aiutare chi è indeciso a orientarsi con maggiore consapevolezza».

Leandro Pizzardi e Paola Cammarata

Leandro Pizzardi e Paola Cammarata

Per alcuni studenti, il Salone rappresenta anche un ritorno simbolico al punto di partenza. È il caso di Manuel Nardella, oggi studente di Odontoiatria, che racconta come «proprio partecipando a questo evento, anni prima, ho trovato la mia strada». 

«La mia presenza agli stand è quindi una forma di restituzione: aiutare altri studenti a fare la stessa scelta consapevole che ho fatto», racconta sorridendo.

Accanto a lui, Giordano Costa evidenzia quanto sia importante« chiarire i dubbi più comuni, soprattutto per chi è indeciso tra Medicina e Odontoiatria». «Spesso gli studenti arrivano con idee confuse e cercano un confronto diretto per capire differenze, durata del percorso e organizzazione del tirocinio», racconta. 

Entrambi descrivono il loro corso come «un ambiente positivo, quasi familiare, dove il numero chiuso favorisce un rapporto più diretto con i docenti e una migliore organizzazione generale».

Manuel Nardella e Giordano Costa

Manuel Nardella e Giordano Costa

Allo stand di Lingue, Ivan Licari offre un altro punto di vista. Il suo approccio è pragmatico. «Gli studenti chiedono soprattutto informazioni sugli sbocchi lavorativi e sulle lingue studiate», racconta Ivan che sottolinea «quanto sia importante avere le idee chiare, ma anche sapersi mettere alla prova». 

«Per me partecipare al Salone è un’opportunità di crescita personale oltre che un modo per aiutare gli altri - spiega -. La mia scelta universitaria nasce da un percorso coerente, dopo il liceo linguistico». 

Ma Ivan, rivolgendosi alle "future matricole" non manca di evidenziare «l’importanza di valutare con attenzione tutte le opzioni prima di decidere».

Ivan Licari

Ivan Licari

Grande interesse anche per i corsi di area economica, rappresentati da Gabriele Barone e Beatrice Barnobi. Le loro testimonianze mettono in luce uno degli aspetti più critici dell’orientamento: «La scarsa conoscenza delle differenze tra i vari corsi di laurea». «Molti studenti, infatti, non distinguono tra economia aziendale ed economia, e arrivano agli stand proprio per chiarire questi dubbi», raccontano.

Gabriele evidenzia l’importanza «delle materie pratiche e del rapporto positivo con docenti e colleghi», mentre Beatrice si sofferma sulle prospettive future. «Il percorso mi permette di comprendere meglio il mondo contemporaneo e le dinamiche economiche che lo governano», spiega. Entrambi condividono un messaggio chiaro: «l’università rappresenta un investimento importante per il futuro, capace di aprire opportunità difficilmente accessibili senza una formazione adeguata».

Gabriele Barone e Beatrice Barnobi

Gabriele Barone e Beatrice Barnobi

Non manca il contributo degli studenti di ingegneria, tra cui Alessandro Buonconsiglio, Vito Raffagnino e Giovanni Signorino, che offrono una visione completa e realistica del loro percorso. «Le domande più frequenti che ci è pongono gli studenti riguardano la struttura dei corsi, le specializzazioni e le modalità di accesso, segno di un forte interesse ma anche di una certa incertezza iniziale», sottolineano.

Alessandro e Vito precisano anche «la qualità della formazione e la preparazione a 360 gradi per il mondo del lavoro che i corsi di laurea di ingegneria forniscono», esprimendo grande soddisfazione per il loro percorso. Giovanni, invece, offre una riflessione più personale e sincera: «La mia esperienza non è stata lineare, ma proprio per questo significativa». E nel proseguire il proprio racconto spiega «le difficoltà, i momenti di incertezza e l’importanza di accettare che il percorso universitario, come la vita, non segue sempre una traiettoria perfetta». Il suo messaggio ai futuri colleghi è forse uno dei più autentici: «Imparare ad affrontare gli ostacoli è parte fondamentale della crescita».

Alessandro Buonconsiglio, Vito Raffagnino e Giovanni Signorino

Alessandro Buonconsiglio, Vito Raffagnino e Giovanni Signorino

La voce dei docenti: orientare con esperienza

A completare il quadro, la prospettiva dei docenti, rappresentata dal professor Maurizio Avola, del Dipartimento di Scienze politiche e sociali. La sua presenza al Salone sottolinea «il ruolo attivo dell’università nell’accompagnare gli studenti verso una scelta consapevole».

Il professore evidenzia «il valore dell’Università di Catania, non solo per la qualità della formazione, ma anche per il suo prestigio storico». «Laurearsi in questo ateneo - spiega -, rappresenta un vantaggio concreto nel mondo del lavoro».

E, infine, invita gli studenti a guardare «oltre i luoghi comuni legati al suo ambito disciplinare». «I corsi di Scienze politiche e sociali offrono numerose opportunità, dalla pubblica amministrazione alle carriere internazionali, passando per il settore sociale - sottolinea -. Un percorso ricco di possibilità, spesso sottovalutato, ma capace di aprire strade molteplici e stimolanti».

In foto il prof. Maurizio Avola

In foto il prof. Maurizio Avola

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