Dall’aula al mercato: quando l’idea diventa impresa

Al Salone dell’Orientamento il talk “Dall’invenzione al go to market” racconta storie di ricerca, rischio e innovazione: ex studenti Unict che trasformano intuizioni accademiche in startup, tra sostenibilità, agritech e nuove competenze imprenditoriali

Martina Giuffrida e Stefano Camilli

Non sempre l’uscita dall’università segna la fine di un percorso: a volte è l’inizio di una sfida ancora più complessa. 

È il messaggio emerso con forza durante il talk dal titolo Dall’invenzione al go to market ospitato al Cus Catania nell’ambito del Salone dell’Orientamento, l’appuntamento annuale nell’ambito del progetto “OUI, Ovunque da qui”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi dell’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU – Pnrr.

Sul palco non solo teoria, ma storie concrete: ex studenti dell’Università di Catania che hanno scelto di trasformare la ricerca in impresa, affrontando il passaggio più delicato, ovvero quello dall’idea al mercato

Tra agricoltura innovativa, startup nate dai laboratori e progetti sostenibili che dialogano con la grande distribuzione, l’evento ha raccontato un’unica traiettoria possibile: quella in cui il rischio non è un ostacolo, ma una condizione necessaria per far crescere le idee.

A tenere le redini del talk è stata la prof.ssa Agata Matarazzo, ordinaria di Scienze Merceologiche e delegata del rettore all’Incubatore, start-up e spin-off d’ateneo, che ha messo al centro non solo i percorsi accademici, ma ha mostrato esperienze concrete di ex studenti dell’Università di Catania che, una volta conclusi gli studi, hanno scelto di mettersi in gioco nel mondo dell’imprenditoria. Il filo conduttore dell’incontro è stato chiaro fin dall’inizio: il valore del rischio, delle opportunità e della capacità di trasformare un’idea in realtà.

La docente Agata Matarazzo insieme con gli ex studenti, oggi imprenditori

La docente Agata Matarazzo insieme con gli ex studenti, oggi imprenditori

L’evento si è aperto con una domanda fondamentale: cosa significa oggi fare impresa? A rispondere è stata Francesca, imprenditrice agricola, che ha raccontato la propria esperienza nel settore. Riprendendo l’azienda di famiglia, ha scelto di rinnovarla puntando su prodotti tradizionali come olio e grano, apparentemente già saturi nel mercato. La chiave del suo successo è stata però la qualità e la capacità di differenziarsi, accompagnate da una formazione continua. In un contesto agricolo in evoluzione, Francesca ha sottolineato l’importanza della multidisciplinarietà: oggi l’agricoltore deve possedere competenze trasversali e saper gestire ogni aspetto dell’attività per rimanere competitivo.

Il passaggio dalla ricerca al mercato è stato invece al centro dell’intervento di Daniel Nicotra, che ha raccontato il proprio percorso dopo il dottorato. Partendo dagli studi nel Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente, ha deciso di trasformare le sue ricerche in un progetto imprenditoriale, vincendo prima la Start Cup di Unict (vai all'articolo) e successivamente la fase regionale. Il suo lavoro si concentra sull’analisi del suolo e dei microrganismi associati alle piante, dimostrando come la ricerca possa diventare impresa concreta. 

Fondamentale è stato il supporto dell’Università di Catania che lo ha accompagnato con un percorso personalizzato nello sviluppo del business plan. Alla domanda sul perché rischiare, Daniel ha ribaltato la prospettiva: “Perché non rischiare piuttosto?”, sottolineando come la fiducia nella propria idea e il lavoro di squadra siano elementi essenziali.

Anche chi non ha vinto una Start Cup ha trovato il proprio spazio. Piero Guadagnino, neo imprenditore, ha raccontato come la mancata vittoria non abbia fermato il suo progetto. La sua esperienza dimostra che il valore di un’idea non si misura solo dai risultati immediati: insieme al suo team sta infatti lavorando alla costruzione di una società nel campo del monitoraggio. Per lui, ricerca e imprenditoria non sono alternative, ma realtà complementari: fare impresa significa continuare a fare ricerca per restare competitivi.

Il concetto dall’invenzione al mercato ha trovato piena espressione nell’intervento di Salvo Ingenito, ricercatore e imprenditore, il cui percorso si sviluppa proprio tra questi due mondi. Il suo lavoro si concentra sulla differenza tra inventare e innovare, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Attraverso la sua azienda, Byond Food, sviluppa prodotti che rispondono alle esigenze del mercato ma che allo stesso tempo rispettano l’ambiente. Il suo progetto nasce dalla ricerca universitaria e si concretizza in collaborazioni con la grande distribuzione, dimostrando come innovazione e sostenibilità possano convivere.

Un altro tema centrale è stato il ruolo dell’università nel supportare i giovani imprenditori. A questo proposito è intervenuta Manuela Costanzo, responsabile HR Administration e Compensation di Fides, che ha evidenziato l’importanza della formazione continua anche in ambiti apparentemente lontani come quello del recupero crediti. Secondo Manuela, chi si avvicina al mondo imprenditoriale spesso non possiede tutte le competenze necessarie, ed è proprio qui che entra in gioco la formazione aziendale strutturata. Inoltre, ha sottolineato come le aziende siano sempre più aperte a diversi percorsi di studio, poiché ogni settore necessita di nuove risorse e competenze specifiche.

L’incontro si è concluso con l’intervento del professor Cosimo Fortuna, delegato del rettore all’Orientamento, che ha sottolineato «il valore della collaborazione tra università, studenti e imprese». La metafora finale dell’arrampicata di Unict, allestita simbolicamente durante le quattro giornate dell’orientamento, rappresenta perfettamente il messaggio dell’evento: crescere, affrontare le difficoltà e puntare sempre più in alto.

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