Per la prima volta l’iniziativa è inserita all’interno dell’evento: non più solo orientamento in entrata, ma anche strumenti concreti per chi cerca opportunità di lavoro in Sicilia
Studiare, laurearsi e poi partire. Lontani dalla propria città, dalle famiglie, dai luoghi che hanno fatto da sfondo a infanzia e adolescenza. Scatoloni che attraversano l’Italia e il mondo, aerei troppo cari, treni stracolmi e tanta nostalgia.
«Se vuoi lavorare, devi andare via». È una frase che chi vive in Sicilia si sente ripetere fin dall'inizio del proprio percorso universitario. Un'idea radicata, quasi una profezia che si auto avvera.
Ma è davvero così? Non ci sono opportunità, o spesso semplicemente non si conoscono?
È su queste premesse che il Career Service e l'orientamento dell'Università di Catania lavorano ogni giorno, e il Career Day —inserito per la prima volta all'interno del Salone dell'Orientamento — ne è l'espressione più visibile.
Un’iniziativa che segna un cambio di passo: non più solo orientamento per chi intende iscriversi all’università, ma anche strumenti concreti per chi sta per laurearsi nel nostro Ateneo e spera di entrare nel mondo del lavoro.
«La novità di quest’anno è stata quella di unire l’orientamento in entrata con quello in uscita», spiega il prof. Cosimo Fortuna, delegato del rettore all’Orientamento. «Era importante mostrare che i dipartimenti dell’Università di Catania non sono realtà isolate, ma strettamente collegati al tessuto aziendale», aggiunge.
I career day, infatti, non sono una novità per l’Ateneo: vengono organizzati durante tutto l’anno. «Quello che cambia è averli portati dentro il Salone, creando un momento di incontro tra studenti in ingresso, studenti già iscritti e aziende», sottolinea il docente.
Il cuore dell’evento si è svolto nel pomeriggio del 15 aprile, con colloqui one-to-one tra studenti e imprese, organizzati sulla base delle candidature inviate. Un’occasione concreta di confronto diretto, che ha coinvolto realtà già attive sul territorio, come Gruppo Arena, Dolphin, Humanitas e altre.
Molte aziende collaborano da tempo con l'ateneo, ma il network è in continua evoluzione, rafforzato dalla Fondazione Siciliae Studium Generale 1434 istituita dal rettore, prof. Enrico Foti, che pone l’Università di Catania al centro di una rete di partner — locali e non — sempre più ampia.
Per quanto riguarda la selezione, «non ci sono limiti legati ai corsi di laurea – sottolinea Fortuna – le opportunità riguardano persone laureate in discipline sia scientifiche che umanistiche». Il mercato del lavoro, infatti, richiede sempre più competenze trasversali, capaci di adattarsi a contesti diversi.

Studenti e studentesse al Salone dell'Orientamento
Il punto di vista delle aziende
A evidenziare l’importanza dei career day è anche Sheila Martorana, responsabile delle Risorse Umane di Gruppo Arena: «Non è una condizione che riguarda solo la Sicilia, ma l’intera Italia. Il mondo accademico è spesso distante dalle logiche del lavoro, non solo per le hard skills ma anche per le soft skills».
Una distanza che si riflette sull’ingresso dei giovani nelle aziende: «Ragazze e ragazzi arrivano senza un’adeguata preparazione rispetto a ciò che devono aspettarsi».
Secondo la dott.ssa Martorana, il cambiamento generazionale impone una revisione dei percorsi formativi: «Le nuove generazioni sono diverse rispetto alle precedenti, e le soft skills dovrebbero essere integrate nei percorsi accademici».
Eventi come questo diventano quindi fondamentali: «Permettono di osservare e comprendere il mondo del lavoro, ma anche alle aziende di entrare in contatto diretto con i giovani». E aggiunge: «Non c’è una chiusura da parte nostra: siamo qui proprio per capire come il mondo accademico si stia evolvendo e avvicinando alle nostre esigenze».

In foto da sinistra Sheila Martorana, Fabiola Minardi e Cristina Cascone
La Climbing Tower: una metafora del mondo del lavoro
La climbing tower rappresenta una delle immagini più efficaci di questo cambiamento «Non è un’idea casuale – spiega Cristina Cascone, responsabile dell’UO Career Service di Ateneo– l’abbiamo utilizzata già dieci anni fa per la selezione del personale, come un vero e proprio colloquio di gruppo». Un’esperienza che, nel tempo, si è evoluta: da strumento di valutazione a laboratorio formativo.
La struttura simula una situazione concreta in cui gli studenti sono chiamati a mettersi alla prova, affrontando una sfida che va oltre l’aspetto fisico. «Cimentarsi con la torre significa sviluppare capacità decisionale, problem solving e autoefficacia», sottolinea la Cascone. Ma l’elemento centrale resta la dimensione collettiva: «È soprattutto un lavoro di squadra: non si arriva in cima da soli».
Durante l’attività, infatti, ogni partecipante assume un ruolo: chi scala, chi assiste, chi incoraggia. Dinamiche che riproducono fedelmente quelle di un contesto lavorativo, dove collaborazione, fiducia e comunicazione diventano determinanti. Non si tratta solo di “arrivare in cima”, ma di come si affronta il percorso.
«Per noi è una metafora molto forte del mondo del lavoro», conclude. Un approccio esperienziale che consente agli studenti di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e, allo stesso tempo, alle aziende di osservare competenze difficilmente valutabili in un colloquio tradizionale.
L’utilizzo della torre, al momento, è legato alla disponibilità della struttura, ma l’obiettivo del Career Service è quello di riproporre l’esperienza anche nel corso dell’anno.

Studenti e studentesse davanti alla climbing tower
Un percorso che continua tutto l’anno
L’incontro tra studenti e imprese non si esaurisce in una giornata. Come chiarisce Fabiola Minardi, responsabile dell’ufficio Job Training dell’Università di Catania, il lavoro del Career Service è costante: «Il Career Day è solo uno degli strumenti. Il nostro obiettivo è costruire un collegamento continuo tra università e aziende».
L’ufficio Job Training si occupa dell’organizzazione di Campus Recruiting, le cui attività sono strutturate in due fasi: prima una giornata di preparazione, in cui le aziende presentano le posizioni aperte, poi il Campus Recruiting vero e proprio, con i colloqui già programmati. «Supportiamo gli studenti e le studentesse anche nella revisione del curriculum e nell’invio delle candidature, perché l’ingresso nel mondo del lavoro richiede preparazione e allenamento», spiega la dott.ssa Fabiola Minardi.
Il Career Service promuove tutte queste iniziative con l’obiettivo di collegare gli studenti dell’Ateneo al mondo del lavoro e alle aziende. «Da quest’anno - aggiunge - siamo riusciti a programmare queste attività in modo strutturato per quasi tutti i dipartimenti, mentre in passato venivano organizzate in maniera più sporadica, su iniziativa di singole realtà particolarmente sensibili al tema».
L'Università di Catania non vuole più essere un contenitore didattico e formativo che, alla fine del percorso, consegna un biglietto aereo e una pacca sulle spalle. Attraverso il Career Service, punta a offrire un supporto concreto a chi sceglie i suoi corsi di laurea, costruendo un collegamento diretto con le opportunità occupazionali del territorio.