L’iniziativa innovativa del Di3A ha unito università, professionisti e comunità per sviluppare competenze, progetti concreti e nuove pratiche di resilienza territoriale
Un vero e proprio laboratorio di idee, competenze e innovazione sulla gestione sostenibile delle acque piovane con le soluzioni basate sulla natura.
Ad organizzarlo, nelle settimane scorse, è stato il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania con la partecipazione di rappresentanti del mondo delle professioni e accademico in un significativo momento di confronto e di dialogo interdisciplinare tra ricerca scientifica e formazione universitaria.
L’evento – dal titolo Training Lab: Soluzioni basate sulla natura per la gestione sostenibile delle acque in ambito mediterraneo – è stata co-organizzata dal CSEI Catania – Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria e dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, con il patrocino degli ordini etnei dei Dottori Agronomi e Forestali e dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti Conservatori.

Un momento dei saluti istituzionali
Un elemento di particolare rilievo è stato il rapporto strutturato con gli ordini professionali degli Agronomi e dei Forestali e, inoltre, degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori etnei la cui partecipazione ha rafforzato il valore del Training Lab come spazio di dialogo e scambio reciproco di informazioni sottolineando al contempo l’importanza della formazione continua per l’aggiornamento delle competenze tecniche e progettuali, soprattutto in relazione allo sviluppo e all’applicazione delle soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions - NBS) per una gestione sostenibile delle risorse idriche.
Ad aprire i lavori Feliciana Licciardello (docente di Idraulica agraria e sistemazioni idraulico-forestali e referente del progetto Nbs4StormWater,) Alessandro D’Emilio (presidente del corso di laurea in Pianificazione e Sostenibilità Ambientale del Territorio e del Paesaggio), Simona Porto (presidente del corso di laurea in Salvaguardia del Territorio, dell’Ambiente e del Paesaggio), Giuseppe Pulvirenti (consigliere dell’Ordine degli Architetti di Catania), Nicola Furnitto (consigliere dell’Ordine degli Agronomi e Forestali) e Giuseppe Luigi Cirelli (responsabile scientifico del progetto Gifluid e rappresentante del Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria di Catania).

I partecipanti ai lavori del Training Lab
Tetti verdi e rain garden: piattaforme di apprendimento e comunità
Numerose le relazioni tecnico-scientifiche che sono state illustrate nel corso dei lavori con la presentazione di quadri concettuali, risultati di ricerca e casi studio sull’impiego delle Nature-Based Solutions per la gestione delle acque meteoriche e la mitigazione del rischio idraulico in contesti urbani e periurbani mediterranei. In particolar modo è stato evidenziato il contributo delle diverse soluzioni in termini di resilienza territoriale e miglioramento della qualità ambientale, con particolare riferimento ai progetti Gifluid, Cardimed e Nbs4StormWater.
La prof.ssa Feliciana Licciardello del Di3A dell’ateneo catanese ha presentato la relazione Le soluzioni basate sulla natura per la gestione delle acque a Catania, mentre il prof. Massimo Iovino dell’Università di Palermo ha illustrato Il comportamento idrologico dei tetti verdi attraverso attività di monitoraggio e modellazione, entrambi nell’ambito del progetto Nbs4StormWater.
Successivamente i docenti Giuseppe Luigi Cirelli e Liviana Sciuto hanno presentato, con una relazione a due voci, Le soluzioni basate sulla natura per la mitigazione del rischio idraulico: il rain garden del Tondo Gioeni nell’ambito del progetto Cardimed.

Un momento degli interventi di Luigi Cirelli e Liviana Sciuto
Nel corso dell’intervento è stato annunciato che i lavori nell’area del Tondo Gioeni sono stati avviati il 26 gennaio scorso, sottolineando la stretta connessione tra le attività formative del Training Lab e i processi di attuazione concreta delle Nature-Based Solutions nel territorio catanese e nelle aree limitrofe.
A seguire l’agronomo paesaggista Annibale Sicurella (studio LaboRArch) ha presentato la relazione Tetti verdi in ambito mediterraneo: dalla progettazione alla gestione su tutto il territorio siciliano.
Le attività sono proseguite con la visita del tetto verde del Di3A, un’infrastruttura verde all’avanguardia realizzata nel 2023 nell’ambito del progetto Gifluid. A guidare i partecipanti alla scoperta delle specifiche caratteristiche funzionali e delle soluzioni tecnologiche adottate, trasformando lo spazio in un vero laboratorio didattico all’aperto, sono stati il prof. Giuseppe Luigi Cirelli e il dott. Annibale Sicurella.

Un momento della presentazione del tetto verde del Polo Bioscientifico del Di3A
“Queste infrastrutture – hanno spiegato Cirelli e Sicurella - non solo contribuiscono alla gestione sostenibile delle acque meteoriche e alla generazione di benefici ambientali, ma si configurano anche come spazi sociali capaci di favorire aggregazione, interazione e co-produzione tra diversi gruppi di utenti”.
“In questa prospettiva – hanno aggiunto - il tetto verde assume il ruolo di piattaforma relazionale, promuovendo pratiche di socialità quotidiana e opportunità educative che stimolano processi di apprendimento collettivo, rafforzando il senso di appartenenza ai luoghi e contribuendo alla costruzione di un rinnovato capitale sociale per la città di Catania”.
Il Training Lab ha, dunque, rafforzato la rete di collaborazione tra università, ordini professionali e attori territoriali, ponendo le basi per un approccio sempre più consapevole e condiviso all’uso delle NBS come strumenti di gestione sostenibile delle risorse idriche e di rigenerazione urbana.

Il tetto verde del Polo Bioscientifico del Di3A