Unict, il viaggio continua

Tra memoria e futuro, la comunità accademica inaugura il 591° anno nel segno della responsabilità e dell’apertura al mondo

Alfio Russo
La "mazza" simbolo del potere del Siciliae Studium Generale
La sala principale delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”
Il rettore Enrico Foti
La prorettrice Lina Scalisi
Da sinistra Francesco Pezzillo, Corrado Spinella e Gaia Castro
La platea presente nell'aula magna "Santo Mazzarino" del Monastero dei Benedettini
Il rettore Enrico Foti mentre dichiara aperto il 591° anno accademico

C’è un’immagine che più di ogni altra ha attraversato la solenne cerimonia di inaugurazione del 591° anno accademico dell’Università di Catania: quella del “viaggio”.

Un viaggio che tiene insieme tradizione e innovazione, radici e futuro, memoria e responsabilità. E stamattina, nell’aula magna “Santo Mazzarino” del Monastero dei Benedettini, il Siciliae Studium Generale ha rinnovato una storia che dura da quasi sei secoli, con il passo solenne del corteo e il colore vivo di una comunità accademica in festa.

Una cerimonia che si è aperta, come da tradizione, con il corteo storico dei rappresentanti dell’Università di Catania alla presenza dei rappresentanti di diversi atenei. Dalla sala principale delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”, in cui i presenti sono rimasti affascinati da quel caratteristico scrigno di cultura con oltre 270mila volumi, 132 incunaboli, circa 4.000 cinquecentine, manoscritti preziosi e fondi storici di straordinario valore, tra cui quello di Mario Rapisardi -, il corteo ha mosso i suoi passi fino all’aula magna del Monastero dei Benedettini, quasi a sottolineare che ogni nuovo inizio nasce dalla consapevolezza della propria storia. 

Le toghe accademiche, i colori dei dipartimenti, la presenza delle autorità e degli ospiti hanno restituito alla città l’immagine di un ateneo nuovo che si riconosce sempre più in una comunità al servizio delle future generazioni e del territorio.

La delegazione del Dipartimento di Giurisprudenza che apre il corteo storico

La delegazione del Dipartimento di Giurisprudenza che apre il corteo storico

Tradizione e trasformazione, il messaggio del rettore Enrico Foti

«Si vivono due vite: l’una pigramente appollaiata sulla tradizione, l’altra di spiriti più o meno decisamente rivoluzionari». Con questa citazione di Santo Mazzarino, il rettore Enrico Foti, alla “prima” del suo mandato, avviato nel settembre scorso, ha aperto il proprio discorso, indicando la soglia su cui ogni università è chiamata a sostare: «un viaggio che si compie nel tempo, un cammino che parte dalla memoria per orientarsi nel presente e costruire futuro».

«L’Università - ha spiegato - che custodisce secoli di studio e di vita, inaugura oggi un nuovo tratto di questo viaggio comune, con la consapevolezza che il sapere non chiede di essere semplicemente attraversato, ma compreso, rispettato e abitato».

Il rettore ha voluto anzitutto esprimere vicinanza alle popolazioni colpite dal recente ciclone Harry, in particolare alla comunità di Niscemi, riaffermando il ruolo dell’ateneo come istituzione solidale e responsabile. Poi ha scelto un tono personale, ricordando i suoi primi anni da docente nel laboratorio di idraulica marittima: l’entusiasmo dei dottorandi, il lavoro condiviso, la costruzione di una comunità scientifica coesa. Da quell’esperienza è maturata una convinzione: «l’Università cresce quando tiene insieme persone, competenze, responsabilità e fiducia», ha detto.

Il “viaggio dell’ascolto” intrapreso nei mesi scorsi tra i dipartimenti ha restituito «entusiasmo, senso di appartenenza e volontà di migliorare e restituire a Unict il ruolo da protagonista che le compete». Ma il viaggio si compie anche in «mari in tempesta», ha tenuto a precisare evidenziando che «raramente si ha la certezza di essere sulla rotta giusta». 

«L’Università - ha ricordato il prof. Enrico Foti -, deve essere interlocutore autorevole mettendo a disposizione le nostre migliori competenze scientifiche al servizio delle decisioni pubbliche su sostenibilità, salvaguardia e innovazione, ma anche creare condizioni per attrarre risorse e i migliori talenti e tenere insieme visione e azione».

Iniziative che, come ha precisato il "Magnifico", nascono da due consapevolezze: «la prima riguarda la Sicilia, oggi attraversata da un dinamismo economico e sociale significativo e l’ateneo deve essere moltiplicatore di sviluppo, un ambizioso attore nella competitività, un luogo in cui sapere, impresa e istituzioni dialogano stabilmente». E in questo contesto il prof. Enrico Foti ha precisato «che l’ateneo è impegnato nel suo “unicum” rappresentato dalle sedi di Catania, Ragusa e Siracusa investendo risorse per garantire agli studenti servizi e opportunità capaci di assicurare una reale parità di esperienza formativa».

«La seconda guarda oltre i nostri confini, allo scenario internazionale, segnato da incertezze politiche, economiche e geopolitiche», ha detto il rettore introducendo così la lectio dell’ambasciatrice Mariangela Zappia(vai all'articolo).

Un momento del discorso del rettore Enrico Foti

Un momento del discorso del rettore Enrico Foti

«Noi crediamo che scegliere di studiare e lavorare in Sicilia rappresenti una sfida ambiziosa e alta e i giovani devono mettere a disposizione il proprio talento al servizio del territorio che ha bisogno di una nuova linfa per trasformare il suo straordinario patrimonio culturale e scientifico in opportunità reali di sviluppo economico e sociale – ha detto -. Scegliere di proseguire gli studi in un ateneo come il nostro non significa soltanto investire nella propria formazione, ma cogliere l’occasione di costruire una cittadinanza attiva, critica e consapevole».

«In un tempo di mutamenti rapidi e profondi, l’Università è il luogo in cui il talento diventa competenza e in cui ciascuno può imparare a non essere semplice spettatore del cambiamento, ma protagonista della propria crescita professionale e umana. E oggi le condizioni di contesto sono più favorevoli di quanto spesso si racconti», ha precisato il "Magnifico".

I dati dell’ultimo rapporto della Banca d’Italia – la crescita del PIL regionale dell’1,1% nel primo trimestre 2025, l’espansione di settori come elettronica, manifatturiero, turismo e agroalimentare, l’aumento dell’occupazione e la nascita di oltre 4.300 nuove imprese – «raccontano una regione che può trasformare il cambiamento in opportunità – ha detto -. In questo contesto, l’Università è chiamata a essere “fornitore di competitività” per il territorio tramite il trasferimento tecnologico che consente alle Pmi di accedere a laboratori e competenze avanzate in settori strategici e attraverso la co-progettazione dei percorsi formativi con le imprese».

L'intervento del rettore Enrico Foti e la platea nell'aula magna "Santo Mazzarino"

L'intervento del rettore Enrico Foti e la platea nell'aula magna "Santo Mazzarino"

Da qui la nascita della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434, una delle scelte più significative dell’avvio di mandato del rettore: «uno strumento per valorizzare il capitale umano, integrare formazione e ricerca con il mondo del lavoro, favorire il trasferimento tecnologico e la creazione d’impresa, ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze e contrastare l’emigrazione intellettuale» (vai all'articolo).

Il prof. Enrico Foti ha poi richiamato la figura dello studente «al centro di ogni scelta» di questa governance, che guida con al fianco la prorettrice Lina Scalisi, evidenziando, nel suo discorso, gli investimenti dell’ateneo «in una didattica di qualità e ricerca d’eccellenza per onorare il patto di fiducia con le nuove generazioni». 

Ma il rettore si è anche soffermato sulle azioni di apertura e solidarietà dell’ateneo ricordando l’accoglienza di studentesse e studenti provenienti da Gaza grazie al progetto IUPALS, il conferimento del titolo di dottore di ricerca ad Ahmad Al Kharoubi e il costante supporto agli studenti iraniani. 

«Segni concreti di un’università che non si sottrae alle responsabilità del proprio tempo: aperta, solidale, capace di assumersi responsabilità concrete di fronte alle grandi emergenze del nostro tempo senza volgere lo sguardo altrove», ha precisato il rettore Foti.

La metafora del mare, evidenziata più volte dall’ingegnere idraulico Enrico Foti, ha chiuso il discorso: «il mare è viaggio, incontro, rischio e scoperta, richiede coraggio, visione e responsabilità». «E il nostro compito è offrire rotte, approdi sicuri, un porto sicuro in cui sia possibile fermarsi, orientarsi, stringere rapporti per la vita per poi ripartire». Infine, utilizzando le parole di Kostantinos Kavafis – «Quando ti metterai in viaggio per Itaca…» – il rettore Enrico Foti ha dichiarato ufficialmente aperto il 591° anno accademico augurando buon viaggio a tutta la comunità accademica.

Il Senato accademico

Il Senato accademico

La visione amministrativa: l’intervento di Corrado Spinella

A legare visione e concretezza è intervenuto il direttore generale Corrado Spinella, illustrando l’azione della struttura tecnico-amministrativa a sostegno delle strategie delineate dal rettore. Il suo intervento ha mostrato come la rotta indicata trovi già traduzione operativa.

Sul fronte del Pnrr, «i progetti di ricerca per oltre 130 milioni di euro si avviano alla fase conclusiva, con una capacità di spesa che ha raggiunto il 93% rispetto al target dell’88% previsto per il 2025. Un risultato che testimonia l’efficacia del modello organizzativo adottato».

Semplificazione delle procedure, coordinamento, riorganizzazione: questi i principi guida. «È stato rafforzato il coordinamento nei processi di Assicurazione della qualità e nella programmazione strategica; avviata l’implementazione di un ambiente informativo unitario per certificare i flussi di dati; migliorata la posizione nei ranking internazionali, dal Censis al QS», ha detto il dg Corrado Spinella.

«Significativa – ha tenuto a precisare - l’istituzione di due nuovi centri di servizio: il Centro Servizi Bibliotecari e di Coworking e il Centro per l’Informatica, la Digitalizzazione e l’Intelligenza Artificiale, chiamato a governare in modo unitario le sfide dell’innovazione tecnologica».

Ampio spazio è stato dedicato agli interventi edilizi: dalla riqualificazione dell’ex Caserma Abela di Siracusa al completamento di Palazzo Boscarino, che ospiterà la biblioteca del Dipartimento di eccellenza di Giurisprudenza; la manutenzione straordinaria e messa a norma dell’edificio di Biologia animale di via Androne e gli interventi di riqualificazione dei padiglioni del complesso edilizio dell’ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania; dai lavori nella Cittadella universitaria agli interventi sulle residenze e su Villa San Saverio; fino ai progetti per l’Health Technology City Campus e per l’estensione del Dipartimento di Agricoltura e Ambiente.

Il direttore generale ha sottolineato anche l’impegno per la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo e la solidità economico-finanziaria dell’ateneo. Sul primo punto ha evidenziato che «è condizione imprescindibile per il successo di qualsiasi politica orientata alla modernizzazione dell’ateneo e all’ampliamento della qualità dei servizi erogati». 

Sulla solidità economico-finanziaria di Unict ha sottolineato che «a fronte della riduzione del Fondo di Finanziamento Ordinario nell’esercizio 2024 superiore ai 500 milioni di euro, si sono registrati incrementi pari a circa 340 milioni di euro nell’esercizio 2025 e a 50 milioni di euro stimati per il 2026». Ed, inoltre, ha evidenziato che «sul fronte della liquidità, l’ateneo vanta un fondo cassa di circa 450 milioni di euro e il rispetto degli indicatori ministeriali di sostenibilità che consente di affrontare le diverse fasi dell’attuale ciclo economico».

Il direttore generale Corrado Spinella

Il direttore generale Corrado Spinella

Le voci degli studenti e la “lectio” di Mariangela Zappia

A portare la voce della componente studentesca sono stati Gaia Castro, rappresentante in Senato accademico, e Francesco Pezzillo, rappresentante in Consiglio di amministrazione. I loro interventi hanno richiamato il valore di una partecipazione attiva e responsabile, chiedendo attenzione ai servizi, agli spazi, alla qualità della didattica, ma anche rivendicando l’orgoglio di appartenere a una comunità che sa accogliere e innovare.

Momento centrale della mattinata è stata la lectio magistralis dell’ambasciatrice Mariangela Zappia, presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e prima donna Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti. Nel suo intervento, intitolato Frammentazione: un destino inevitabile o una scelta?, ha offerto una lettura lucida delle tensioni geopolitiche contemporanee, interrogando la comunità accademica sulla responsabilità della conoscenza in un mondo attraversato da conflitti e divisioni. 

La frammentazione, ha suggerito, non è solo un destino ma anche il risultato di decisioni politiche e culturali: per questo l’Università resta luogo privilegiato di dialogo, comprensione e costruzione di ponti.

Un momento dell'intervento dell'ambasciatrice Mariangela Zappia

Un momento dell'intervento dell'ambasciatrice Mariangela Zappia

Gli studenti protagonisti di ieri, oggi e domani

Nel corso della cerimonia è stato conferito per la prima volta il premio Alumnus/a – Siciliae Studium Generale, istituito su iniziativa del rettore Enrico Foti per onorare ex studenti che si sono distinti per risultati professionali, imprenditoriali o sociali di rilievo internazionale. 

A ricevere il premio Rosario Aitala, Lucio Blandini, Rossella Fiamingo e Riccardo Mulone(vai all'articolo). Un riconoscimento che rafforza il legame tra l’ateneo e la sua comunità di alumni, testimoniando il valore generato nel tempo.

Una cerimonia che è stata impreziosita dalle voci del Coro d’Ateneo e dai tempi scanditi dagli speaker di Radio Zammù, Miriam Finocchiaro e Demetrio Galvagno, che hanno accompagnato il pubblico tra tradizione e contemporaneità (vai all'articolo).

La presenza dei rettori e delle rettrici ospiti – Giovanna Spatari (Messina), Massimo Midiri (Palermo), Paolo Scollo (Enna “Kore”), Luigi Maria Terracciano (Humanitas University), Piera Molinelli (Bergamo) – insieme con i delegati Umberto Romeo de La Sapienza Università di Roma, Giovanni Battista dell’Università Lumsa di Roma, Vincenzo Palmeri dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Giampaolo Ussia del Campus Bio-Medico di Roma ha testimoniato una rete di relazioni accademiche che supera i confini territoriali e rafforza il sistema universitario nazionale.

Tra gli stucchi e le volte dell’antico refettorio benedettino, la cerimonia ha restituito il colore di una festa condivisa: la consapevolezza di appartenere a una comunità che, da 591 anni, sceglie di non restare “pigramente appollaiata sulla tradizione”, ma di trasformarla in energia per il futuro. 

Un nuovo viaggio è cominciato. Buon viaggio Università di Catania.

Le delegazioni degli atenei ospiti insieme con il rettore e la prorettrice di Unict, Enrico Foti e Lina Scalisi, e l'ambasciatrice Mariangela Zappia

Le delegazioni degli atenei ospiti insieme con il rettore e la prorettrice di Unict, Enrico Foti e Lina Scalisi, e l'ambasciatrice Mariangela Zappia

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